Cos'è e come nacque la via ferrata
Come è intuibile già dal nome, via ferrata significa “strada ferrata” e, al giorno d’oggi, sta ad indicare percorsi prettamente alpini in cui vengono utilizzate attrezzature metalliche ancorate alla roccia per facilitare o addirittura creare un tracciato.
Anche in questa storia c’è, all’inizio, un po' di Austria e di Italia, le quali hanno dato il via al propagarsi di sentieri artificiali. Vediamo che il primo vero percorso in cui furono utilizzate attrezzature metalliche, come pioli di ferro e infissi, fu realizzato nel massiccio del Dachstein, nelle Alpi austriache, da parte del Prof. Friedrich.
Non troppo distante, 40 anni dopo il primo esempio trovato in Austria, ci spostiamo in Italia, esattamente nella parte alpina delle Dolomiti del Monte Cristallo, dove troviamo ancora un'installazione di chiodi fissi montata da scalatori e guide alpine.
Queste nuove creazioni venivano applicate molto spesso alla roccia da esperti scalatori e abili alpinisti che, con lo scopo di aprire vie e facilitare il raggiungimento di percorsi altrimenti troppo impegnativi, investivano il proprio tempo e le proprie energie nella loro costruzione. Queste vere e proprie imprese a volte richiedevano fino a due mesi di lavoro e la cooperazione di vari scalatori per la realizzazione.
La svolta
Ora, come tante altre volte succede nelle nostre vite, ci viene da pensare come un evento buio e negativo come la guerra possa avere dei riscontri positivi nel futuro o in un settore in particolare; e anche in questo caso possiamo riscontrare questo fenomeno.
Quando all'inizio del 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria, il problema fu evidente fin dall’inizio per gli Stati in conflitto, che cercavano una soluzione pressoché immediata e funzionale per spostare soldati, munizioni e altro materiale bellico su un fronte di circa 600 km formato da consistenti parti rocciose.
Approfittando di questo contesto, i due eserciti – composti anche da molti arrampicatori esperti – hanno incominciato a creare percorsi con pioli, scale forgiate, teleferiche a funi e gallerie scavate nella roccia sui più fronti del massiccio carbonatico dolomitico.
Possiamo e vogliamo ricordare due delle opere più monumentali: la Strada delle 52 Gallerie, situata sul Monte Pasubio e comprendente 52 gallerie e sei chilometri di tunnel nella roccia, creata dall’esercito italiano; e la Città di Ghiaccio della Marmolada, un'opera maestosa creata dall’esercito austro-ungarico, capace di contenere all'interno delle sue cavità circa 12.000 uomini (opera ormai parzialmente scomparsa a causa dell’avanzamento del ghiaccio).
Ferrata ricreativa
Dobbiamo aspettare ancora circa trent'anni dalla fine del conflitto quando sia l’Italia che l’Austria si ritrovano con migliaia di percorsi predisposti per l'arrampicata e sentieri agevolati da strutture costruite magistralmente. Questo singolare patrimonio viene preso in carico dal Club Alpino Italiano (CAI) e dall’Österreichischer Alpenverein (ÖAV), che decidono di mettere in sicurezza queste vie e di segnalare il grado di difficoltà di ognuna, dando così la possibilità a tutte le persone di usufruirne.
E il resto d’Europa?
Non si è dovuto aspettare tanto prima che le altre nazioni europee prendessero esempio dall’Italia. La prima a seguire fu la Francia, seguita da Austria e Germania. Le ultime nazioni europee ad aggregarsi alla creazione di queste strutture ferrate e all'identificazione di percorsi ora più accessibili furono la Spagna, la Repubblica Ceca, la Polonia e svariate aree dei Balcani.
Da sottolineare un fatto particolare proveniente dalla Scandinavia che, a differenza del Centro Europa, ha iniziato a costruire vie ferrate non seguendo una conversione della “tradizione bellica”, ma con un approccio legato all’avventura e alla scoperta di panorami mozzafiato.
I giorni nostri
Siamo arrivati ai giorni nostri, dove possiamo dire che la via ferrata ha vissuto molte fasi di evoluzione dalla sua nascita; oggi si vive una fase di massima maturità e grande popolarità, condita da una reinvenzione dell'uso di queste vie. È bello vedere come un'esigenza militare nata sulle Dolomiti si sia trasformata col passare del tempo, seguendo la sua evoluzione in una disciplina sportiva alpina, e oggi a tutti gli effetti possa essere considerata un fenomeno turistico e outdoor globale.
Le persone oggi hanno una coscienza maggiore legata al paesaggio che le circonda e alla natura; sanno quanto quest'ultima sia preziosa ed fondamentale per vivere una vita bilanciata. Quindi, anche con l'aiuto e la diffusione della digitalizzazione, si scoprono sempre nuovi scenari e nuovi percorsi, e il numero di praticanti di questa disciplina sta aumentando esponenzialmente.
Possiamo dire che la massima evoluzione delle vie ferrate oggi si vede tramite una via di mezzo tra escursionismo e arrampicata: vengono viste come un trampolino di lancio per chi vuole approcciarsi alla montagna ma non è sicuro di iniziare subito, partendo quindi con l'escursionismo fino ad arrivare talvolta a seguire tracciati sportivi che possono essere considerati addirittura estremi. È bello vedere come questa evoluzione non sia ancora finita e ci porterà sicuramente a scoprire nuovi scenari molto interessanti.